Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/66

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iai8 libro Sigonio. Ma egli non ebbe tempo ad altro che ad illustrare con eruditi comenti quella di Sulpicio Severo. Finalmente per gratitudine all’ amore e alla stima di cui onoravanlo i Bolognesi, egli scrisse la Storia di quella illustre città, e poscia quella de’ Vescovi della medesima, e le Vite di alcuni Santi ed Uomini illustri da essa usciti. E per riguardo alla Storia di Bologna, egli ebbe il dispiacer di vedere che alcune cose, nelle quali egli avea seguito quel sentimento che a lui parea conforme alla critica ed alla ragione, non piacevano a molti (V. Borghi ìli, Discorsi, t. 2, p. a5 6). E perciò forse avvenne ch' ella non uscisse alla luce, che poichè egli fu morto. Anzi il Muratori sospetta che altri vi ponesse la mano, e v’ inserisse cose dal Sigonio o taciute, o fors anche impugnate. Tutte le opere del Sigonio sono state in un sol corpo riunite, aggiuntevene alcune inedite, e stampate per opera dell'Argelati in Milano, con eruditi comenti e con osservazioni su molte di esse del P. don Giuseppe Maria Stampa somasco, del P. don Gennaro Salinas napoletano, del dott Alessandro Macchiavelli bolognese, dell’ avvocato Giovanni Moderni, dell’abate Lorenzo Maffei, del P. Costanzo Rabbi agostiniano, del Muratori, del Sassi e di un anonimo Gesuita, cioè del Padre Giacomo Ponte morto in Torino sua patria nell aprile del 1766, il cui nome io godo di poter qui pubblicare, per conservar la memoria di un uomo per ampiezza di erudizione non meno che per onestà di costumi degno di quella gloria che egli modestamente fuggì,