Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/87

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TERZO 123l) XV IH. Opera di non minor mole sullo stesso argomento fu quella di Natal Conti intitolata M pthologiae, si ve Explicationis fabularum Libri X. L’ autore fu veneziano di patria, benchè nato per accidente in Milano, come osserva l’ eruditissimo Foscarini (Letterat venez. p. 284) (**)• Pochissimo è ciò che sappiam della vita da lui condotta. L’Argclati, che incidentemente ne parla, il dice professore di Padova (Bibl. Script, mecliol. t. 1, pars 1, p. io3o). Ma di lui non fanno menzione gli storici di quella università. Gli epigrammi di alcuni Milanesi che si trovano sparsi tra le opere di esso, e i nomi di altri eli’ egli nomina parimenti, c il dedicar eli’egli fa i suoi quattro libri delfAnno a Gabrio Panigarola giureconsulto milanese, mi persuadono che non solo ei nascesse, ma che mollo ancora ei (a) Il Tartarotti nella sua Censura manoscritta all’opera del Foscarini, di cui si è detto altrove, osserva assai bene che il Conti non fu veneziano, ma che solo, essendo, egli fanciullo, colà tiaspor tossi la sua famiglia da Milano, ove anticamente erasi trasferita da Roma. Perciocchè nella sua Storia, dopo aver lodata la cortesia de' Milanesi, soggiugne: Neque illud dico, quod nostri co migrar ini Roma antiqui tus, unde propter bella postea Venetias, cum essem parvulus, profugerunt, sed quia res docet ita esse (Histor. l. 9)). Debbo qui avvertire che, se il manoscritto del Tartarotti da me qui e altrove accennato si è conservato, e s’io ne ho avuta copia, la lode ne è dovuta singolarmente al sig. Francesco Saibante da Roveredo, il quale avendolo trovato tutto scritto in carte disordinate e volanti, e in più luoghi appena abbozzato, lo ha con somma diligenza unito e riordinato, come avrebbe làlto l?uulore, se ne avesse avuto agio.