Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/86

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I 2.38 libro ili diversi eruditi argomenti. Della Storia de’ Poeti antichi e moderni diremo altrove. Ne abbiamo ancora altre operette, come le due contro gl Ingrati, e il famoso Proginnasma contro le Lettere, in cui per giuoco, com ei medesimo si protesta, mostra quanto sien dannosi gli studi e ne reca ingegnosamente diverse pruove che con più vivace e più robusta eloquenza da un celebre filosofo dei nostri tempi sono state poi ripetute. Ei tradusse ancora di greco in latino l opuscolo di Simone d’Antiochia medico de Cibariorum facultate (V. ejus Op. p. 250). Ei fu finalmente colto ed elegante poeta latino, come ci mostrano le poesie aggiunte al fine delPaltre sue opere della bella edizione di Leyden dell’anno i0j)6. Innanzi ad essa si veggono le onorevoli testimonianze con cui tutti i più dotti scrittori parlano del Giraldi. Io non recherò che quella di Leandro Alberti: Dà nome a Ferrara, dic’egli (Italia, p. 313), Lilio Gregorio Giraldi di continuo scrivendo cose, o vero traducendole di Greco in Latino, per le quali dimostra di quanto ingegno sia. Credo, che pochi huomini (senza adulazione io dico) se ritrovano da uguagliare a lui nella cognizione tanto di Lettere Greche come Latine. Oltre di ciò è di tanta tenacità di memoria, che penso che quello haverà letto una volta sempre gli sia presente. Monsignor Fontanini! ne ha messa in qualche sospetto la religione a cagione delle lodi di cui egli onorò la duchessa Renata. Ma degna da leggersi è la bella difesa che ne ha fatta il suddetto dott Barotti (Difese degli Scritt ferrar, par. 2, c. 1).