Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/90

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1 24a LIBRO alle mani ili Giancarlo Saraceno, questi ne fece una versione italiana, e la pubblicò, morto già è il Conti, nel 1589. Questa Storia però, benchè abbia essa pure i suoi pregi, nè per l’ eleganza dello stile, nè per l esattezza delle notizie non può stare a confronto di molte altre di questo secolo. Giovanni Fabricio attribuisce al Conti anche cinque libri scritti in latino de' Termini rettorici (Ili st. Bibl. Fabric. t. 6, p. 332), de’ quali io non ho altra notizia. Per ultimo ei recò dall’ italiana lingua nella latina l’ opera di Enea Vico delle Immagini delle Auguste. XIX. In altra maniera scrisse di questo ar■ gomento Alessandro Sardi ferrarese, la cui opera, intitolata Numinum et Heroum origines, è stata di fresco pubblicata in Roma nel 1775 per opera del cardinal Giambattista Riminaldi ferrarese, allora auditor della Ruota e prelato pieno di lodevole zelo per le letterarie glorie dell’ illustre sua patria. Essa è assai più compendiosa, e tessuta a foggia di tavole genealogiche, aggiuntavi una breve spiegazione. Quindi essa è più opportuna a provare la molta erudizione del Sardi, che a dare una compita idea della mitologia. E questo è comunemente il carattere di tutte le molte opere di questo scrittore. Era egli uomo laboriosissimo, e che di continuo occupavasi nel leggere, nell’osservare, nel raccogliere tutto ciò che apparteneva a qualunque sorta di scienza; ma per ciò appunto non rimaneagli tempo di dare alle sue opere quella giusta estensione che a renderle perfette si richiedeva. Quindi è che ne’ mss. di Alessandro, che abbiamo in gran