Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/96

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12^8 LtBRO Cesare Gonzaga signor di Guastalla da Ferrara a’ 12 di gennaio del 1564); ch’ ei fu desiderato ancora da Massimiliano II, e che morendo in Ferrara, fra le sue cose, lasciò disegnate in rame tutte le monete d’ Europa col loro peso, lega e valore. Fra i principi che si valser dell’ opera e del sapere del Vico, deesi anche annoverare Alberto V duca di Baviera, perciocchè, come ha osservato l’ eruditissimo e coltissimo sig. Gianluigi Bianconi, nella corte di Monaco si conserva tuttora un elegante descrizione da esso fatta delle medaglie da quel duca raccolte in due tomi (Lettere al M. Fil. Ercolani p. 46). Nel 1555 pubblicò il Vico in Venezia i Discorsi sopra le Medaglie degli Antichi, da lui dedicati al duca Cosimo I, ed ei si vanta a ragione di essere stato il primo a scrivere in lingua italiana su tal argomento anzi poteva aggiugnere che niuno aveane scritto finora in qualunque lingua. L’ erudizione d' Enea in questo genere è anche più ammirabile, perciocchè, com egli stesso confessa, l’ arte propria di lui era il disegno, e l intagliare in rame. Ei pubblicò poscia ancora le Immagini delle Donne Auguste in lingua italiana, e nella latina quelle de’ Cesari, aggiugnendo a ciascheduna la loro Vita, e la spiegazion dei’ rovesci delle loro medaglie (a). In questa parte però, cioè (rt) Circa il tempo medesimo in cui il Vico andava illustrando le antiche medaglie, Alessandro Bassano il giovane, ad istanza del Bembo, prese in Padova a rischiarare quelle de XII Cesari, spiegandone con molta erudizione i rovesci in lingua latina; della qual opera conservasi manoscritta la prima parte presso il chiarissimo