Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/97

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TERZO,249 nella spiegazion de rovesci, fu egli superato da Bastiano Erizzo patrizio veneziano. Quattro anni dopo'il Vico, cioè nel 1559), l Erizzo ivi diede in luce il Discorso sopra le medaglie degli Antichi con la particolar dichiarazione di molti riversi, opera più ampia e più metodica ancora di.quella del Vico, con cui la scienza delle medaglie fu veramente ridotta a certi e determinati principii, e che è pregiata singolarmente per la molta erudizione con cui egli prese a spiegarne i rovesci. In amendue queste opere si trovano, è vero, errori; ma quale scienza è mai divenuta ne suoi primi tentativi perfetta? Ciò che reca meraviglia, si è ch essendo e il Vico e l Erizzo allo stesso tempo in Venezia, esercitandosi nei medesimi studi, e avendo amendue una ricca collezione di medaglie, l uno non si vegga mai citato dall altro. Ma ciò fu effetto probabilmente di una cotal gelosia che tra’ professori della medesima scienza si suol talvolta destare; e molto più ch essi erano in alcune opinioni tra loro discordi; perciocchè il Vico pensava che le antiche medaglie fosser le stesse che le antiche monete; l Erizzo al contrario credeva che l une dall'altre si distinguessero; nel sig. abate Giuseppe Gennari. Questi avverte (Saggio stor. sopra le stccad. di Pad. § i) che A lessnndro uvea appreso ad amare l’antichità da Annibale suo avolo, da Alessandro il vecchio suo prozio, c da Livio suo padre, che nella lor casa detta volgarmente degli Specchi molte antiche iscrizioni greche e romane avtnno raccolte. Di Alessandro il giovane parla anche d conte Maizucchelli (Sciiti, iteti. I. a, par. i, p. 522).