Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/105

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TERZO 2067 I ^valori ({a); e fa poscia l’elogio ancora di Gabriello Falloppio, di Antonio Fiordibello, di Qarlo Si gonio. Non così può dirsi contenta Brescia dell’espressioni con cui di essa ragiona il giraldi, dicendo: Brixia multos habet eruditos, sed non et Poetas, ut ejus filia Verona Versificatores etiam potius quam Poetas fovet ipsa Brixia (p. 575). Il Cardinal Querini non ha lasciata passare senza risposta l’accusa dal Giraldi apposta a quella illustre città, e ci schiera innanzi un buon numero di poeti da essa usciti Specimen Brix. Litter. t. 2, p. 158), cioè Gianfrancesco Quinziano Stoa e Giovita Rapicio, de’ quali direm nel capo seguente, Fausto Sabeo, Jacopo Bonfadio, Niccolò Secchi da noi rammentati altrove, Bartolommeo Teani, Cesare Duchi , Andrea Mozzi, Augusto Cocceiano , molto lodato dal Bembo in una sua lettera (t. 1, l.3, Op. t. 3, p. 24), Giammario Mazio, Giannantonio Teigeto, Girolamo Bornati, due monaci benedettini Teofilo da Brescia e Tito Prospero Martinengo (b), c più altri poeti, i quali, benchè non tutti sieno di tal valore che possano accrescer gran nome alla lor patria, molli (n) Di Filippo Valentini celebre non meno pel vivace suo indegno che per le vicende a cui fu soggetto ne’ tempi de’ sospetti destati per le nuove eresie , si è parlalo lungamente nella biblioteca modenese (/. 5 , p. 206, ec.). (/>) Di Tito Prospero Martinengo meritan di esser lette le notizie che con molta esattezza ne da date l’eruditissimo sig. D. Baldassarre Zamboni (Libreria Martinengo , p. 128, ec.). Tirabosciii, Voi XIII. 1