Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/300

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


2262 LIBRO • literat pars 2, p. 63, ec., 91, ec., 192, ec.) f dalle quali e da alcuni.scrittori di que’ tempi noi trarremo le cose più importanti a saperne (a). Chiari ne fu la patria; e pare eli1 ei vi nascesse verso il 1480, poichè vedremo che in una lettera scritta nel 1538 ei dice di essere omai vecchio. La prima città a cui egli venne chiamato ad ammaestrare i fanciulli, fu Bergamo, ed egli vi fece assai lungo soggiorno, ed ivi scrisse un trattato latino dell1 Istituzion de* fanciulli, che fu poi stampato in Venezia nel 1551. Il Cardinal Querini ne ha pubblicata (l. cit p. 72) la dedica eli* egli ne fece a’ rettori e a’ decurioni di quella città, e che non fu allora data alle stampe, nella quale egli dice cbe erano ornai quindici anni che occupavasi ivi in quel difficile ministero: e così la dedica stessa come tutto questo trattato ci danno un* assai vantaggiosa idea e dell* eleganza e del buon gusto di questo scrittore c dell1 ottimo metodo eli1 egli (a) Il sig. canonico Lodovico Ricci di Chiari ci ha dato un’assai più esatta c più copiosa Vita di Giovila Rapido inserita nel tomo primo della Biblioteca ecclesiastica, stampalo in Pavia Panno 1790. Egli pruovn in essa che Giovila nacque n’i^i di febbraio «lei i476, rlift si fermò in Bergamo tra 51 1 5o8 e ’l i5a4 » onde passò a Vicenza, e poi a Venezia; cd esamina poscia con somma accuratezza tutto ciò che appartiene alle cattedre da Ini sostenute e alle opere da lui pubblicate; e a questa occasione ci ba date ancora belle notizie delle scuole di belle lettere che sulla fine del secolo xv e sul cominciar del seguente fiorivano in Bergamo. Egli ba anche pubblicato un piano dal ilupicio proposto pel buon regolamento di quelle scuole, e da lui diretto u lettori di quella città.