Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/371

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terzo a333 prediche da lui dette al popolo non siacene rimasta pur una. Vili. Parlo del celebre Egidio da Viterbo , uno de’ più chiari lumi dell" Ordine agostiniano , e degno la cui vita si illustri più che non si è fatto finora, benchè pur molto ne abbiano detto gli scrittori di quell’Ordine, e singolarmente i PP. Gandolfi (De CC. Script. august) e Ossinger (Bibl. Script. august). Da essi adunque, ma più ancora da diversi scrittori di que’ tempi, e da’ monumenti che me ne ha cortesemente trasmessi il più volte lodato monsignor Giacinto dalla Torre, noi ne trarremo le più importanti notizie. Il Gandolfi si sforza a provarlo nato di ricchi e nobili genitori, e lo dice figlio di Antonio Canisio e di Maria del Testa viterbesi. Al contrario il Bembo, che gli era amicissimo , lo dice in povero e basso luogo nato (Letti t. 1, l. 12; Op. ti 3, p. 84), e lo stesso si conferma dal Giovio (Elog.p. 33). Lo stesso Egidio, in una delle sue lettere pubblicate dal P. Martene , ci agevola lo scioglimento della quistione, ma ci fa insieme conoscere che suo padre non Antonino chiamavasi, ma Lorenzo: Scribis mirari te, unde ortus sim , et cujus similitudinem (ducam, qui patre Laurentio et Maria inatre sin1 ere tris, honestis alioqui, probis ac prudentibus sane parentibus (Collect. ampliss. ti 3, p. 1249); col che sembra indicarci che i suoi genitori fossero di onesta condizione , ma forse de’ beni di fortuna poveri assai. Ei nacque nel ma non sappiamo ove intraprendesse i suoi studj, e ove dimorasse fino al 1488, nel qual