Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/418

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238o libro terra rotta, fra’ quali furono quell1 Andrea Contucci da Monte Sansovino che fu maestro del Sansovino (ivi, t. 3, p. 280), e Antonio Begarelli modanese, morto nel 1565, di cui narra il Vasari (t. 6, p. 334) che Michelagnolo passando per Modena , e veggendo le belle figure di terra cotta da lui formate e tinte a colore di marmo, esclamò: Se questa terra diventasse marmo, guai alle statue antiche. Il Vasari medesimo altrove (t. 5 , p. 324) attribuisce a un artefice modenese, detto il Modanino, quattro grandi statue poste nel dormitorio di questo monastero di S. Pietro de’ Monaci benedettini, e altre nei monasteri di Parma e di Mantova. Noi abbiamo veduto (t. 6, par. 3 , p. 1080, ec.) che questo nome di Modanino fu dato a Guido Mazzoni plastico valoroso che sulla fine del secolo xv fu dal re Carlo VII condotto in Francia. Ala olii sa clic il Vasari non abbia confuso il Modanino col Begarelli, facendone per errore due personaggi diversi? Del Begarelli sono fra le altre cose le statue della Deposizion dalla Croce di terra cotta, che sono in questa chiesa di S. Margherita de’" Minori osservanti (a). Alcune donne ancora furono ne’ lavori delle belle arti assai rinomate, come (a) Del Begarelli ancora più copiose e più esatte notizie si sono date nel tomo sesto della Biblioteca modenese (/;. 317, ec.). Ivi si è mostrato che opera di esso sono le statue de’ monasteri di Mantova, di Parma e di Modena dal Vasari attribuite al Modanino, e si è parlato di tutti gli altri lavori di questo ammirabile plastico, che tuttor veggonsi in questa città e altrove. Ivi si è anche parlato di Properzia Rossi (p. 5a3).