Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/208

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196 LIBRO ne videro che alcuni frammenti fra le mani de’ dotti. E che il Santorio fosse veramente storico elegante e perfetto, raccogliesi ancora da un dei racconti del Boccalini (centur. 2, ragg. 14), in cui introduce Tacito che il presenta ad Apolline come il migliore storico latino che allor vivesse, e il fa ricevere in Parnaso con sommo applauso. Di lui abbiamo ancora una Storia del Monastero carbonese dell’Ordin di S. Basilio, stampata in Roma nel 1601 (a). XVII. Una Storia generale de’ Concilii ci diede in questo secolo monsig. Marco Battaglini, la quale però, e per lo stile troppo diffuso e per la critica non sempre esatta, non ebbe gran plauso. Dell1 autore di essa diremo altrove. Maggior fu lo strepito che eccitarono le due Storie del Concilio di Trento, scritte dal celebre f Paolo e dal Cardinal Sforza Pallavicino. Intorno alla prima, non vi ha luogo a quistione che l’autore non siane veramente il Sarpi, benchè alcuni abbian voluto dubitarne. L’originale che tuttora se ne conserva in Venezia, scritto di mano di F. Marco Franzano copista del Sarpi, basta a toglierne ogni dubbio (Foscarini, Letterat. venez. p. 353). Quanto di tempo impiegasse il Sarpi in comporla, poco importa il saperlo. Inutile parimente mi sembra il cercare da qual motivo fosse egli indotto a scriverla; (a) Del Santorio c deile opere da lui composte si fiosson ora vedere più copiose e più esatte notizie adopera degli Storici napoletani del sig. Soria (t. 1, p. 128, ec.).