Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/237

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SECONDO 225 P. Pietro Poussin gesuita francese. Di altre opere del P. Sacchini si ha il catalogo presso il Sotuello (Bibl. Script. Soc. Jesu, p. 250). e fra esse è pregevole assai un’Istruzione pei maestri delle Scuole inferiori intitolata Protrepticon ad Magistros Scholarum Inferiorum Soc. Jesu ac Parœnesis ad eosdem. Le altre continuazioni di questa Storia non appartengono al secolo di cui scriviamo, e non è perciò di questo luogo il ragionarne. I sopraccennati autori scrissero le loro Storie in latino, e il loro stile per comun sentimento è assai colto ed elegante. Forse si opporrà loro ch’essi sieno facili in esaltare le domestiche lodi, né io mi affaticherò in difenderli da questa accusa, ma avvertirò solo che non sono essi i soli rei di tal difetto, e che forse meno assai ne son rei di molti altri, il che si potrà agevolmente conoscere al confronto. Frattanto un altro scrittore, anche più illustre dei nominati, entrò nel campo medesimo, e in diverso metodo e in lingua italiana prese a scriver la Storia della medesima Compagnia. Fu questi il celebre P. Daniello Bartoli ferrarese , di cui, oltre gli scrittori gesuiti, parla esattamente il co. Mazzucchelli (Scritt. ital. t 2, par. 1, p. 435). Egli era nato nel 1608 in Ferrara , ed entrato nella Compagnia di Gesù in Novellara nel 1623. Molte città d’Italia l’udirono predicare con sommo applauso; ma questo impiego fu a lui occasione di grave pericolo della vita. Perciocchè navigando nel i6j(> da Napoli a Messina, la galera su cui era montato, fece naufragio, ed egli a nuoto dovette Tiraboschi , Voi. XIV. i5