Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/452

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clrl sue 44° LIBRO «li cui era fornito (ri). L’accennata opera dunque non fu pubblicata che dopo la morte dell’autore , e fu perciò dedicata da’ Gesuiti del collegio di Modena al duca Francesco I. Benchè essa sia fondata su’ principii peripatetici, pruova nondimeno la inolia e indizione di chi la scrisse, il quale si mostra versatissimo nella lettura degli antichi e de’ moderni scrittori di tale argomento. Nella Biblioteca degli Scrittori gesuiti si dice che il p Cesi, il quale è detto Helluo librorum, lasciò ben trenta tomi di altre sue opere inedite, che si conservavano nella libreria di questo collegio de’ Gesuiti. Io altro non vi ho veduto che un tomo di Prolegomeni e di Comenti sulle opere di Tacito, il quale ora è nell’Estense, ove pur sono tre altre opere da lui scritte in grazia del duca Francesco I, quando era suo scolaro, cioè quella De triplici Sphaera, che comprende insieme f Astronomia e la Geografia; i Comenti sull’arte rettorica, e que’ sulla Politica e sull’Economia di Aristotele; le quali tre opere, benchè non portino in fronte il nome del P. Cesi, eli’ esse però fossero da lui scritte, raccogliesi dal vedere ch’esse furon dirette all’istruzion di quel principe, di cui egli fu maestro. IX. La storia natural de’ viventi non ebbe essa ancora tra noi gran numero di scrittori. Ma uno tra essi può equivalere a molti, e debb’essere annoverato a ragione tra’ più benemeriti illustratori di questa scienza. Parlo del (’/) Qualche nltra pu’i distinta notizia «Ieri I*. Cesi si è data nella biblioteca modenese (t. 2, p. 21, ce.).