Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/501

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

SECONDO 489 facendo clic vi fosse condotto il Magai li per professore di chirurgia, e ne’ Cataloghi di essa ei vedesi infatti segnato fin dal i(jia (Morsetti, UisL Gjrmn. Ferr. t. 2, p. 230). Tenne il Magatti con sommo applauso e con uguale concorso la detta cattedra per alcuni anni, finchè, dopo una grave malattia, determinossi a lasciare il mondo, ed entrò nell’Ordine de’ Cappuccini. Continuò nondimeno ad esercitar la sua arte fino al 1647, nel qual anno, essendo stato costretto a soggettarsi al taglio della pietra, e non essendo questo riuscito felicemente, diè fine a’ suoi giorni. L’opera che il rendette allora famoso, e per cui egli è ancora in gran credito tra gf intendenti dell’arte, è quella De rara medicatione vulnerum, stampata in Venezia fin dal 1616, e dopo altre edizioni ristampata in Lipsia nel 1733 con una prefazione in cui si espongono i meriti degl’Italiani verso la medicina e la chirurgia: Egli è il primo autore , dice M. Portal (t 2, p. 408), che abbia procurato di semplificare la chirurgia. Le riflessioni e i precetti di’ ei dii per la curazion delle piaghe, son degne di un profondo filosofo e di un attento osservatore della natura. Fra le altre cose ei proscrive i uso delle taste e piumacciuoli, de’ quali ei non vuole che il chirurgo si serva, se non quando si tratta di estrarre dalle piaghe qualche corpo estraneo , o di ritardare la cicatrice di una piaga antica, o che serva di spurgo a qualche umore morboso. Queste riflessioni, dice il suddetto scrittore , sono state trascurate per lo spazio di più di cento anni, e non è gran tempo che i saggi