Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/104

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


6a8 unno xxxt. XXXI. Fra tanti scrittori di Storia letteraria ìSnliiic di « p • « • « r.^nviuorio eli io ho accennati; e che potrei ancora nomi1Ws>’ilare se a più minute particolarità volessi discendere, di due soli dirò alquanto più stesamente, perchè il numero eia natura delle loro opere mi sembrali richiedere più distinta menzione. Il primo è Gian Vittorio Rossi, che latinamente volle dirsi Janus Nicius Erythraeus;. Gian Cristiano Fischer ne ha scritta diligentemente la Vita , e 1’ ha premessa alla nuova edizione che delle Lettere di esse ci ha data in Colonia nel 1739, e noi non avremo perciò ad affaticarci molto in rintracciarne le notizie. Ei nacque in Roma nel 1577, e mandato alle scuole de’ Gesuiti del Collegio romano, vi ebbe a maestri tre dottissimi uomini, i PP. Francesco Benzi e Orazio Torselino, da noi nominati nella storia del secolo precedente, e il P. Girolamo Brunelli professore delle lingue greca ed ebraica , e di cui abbiamo alcune traduzioni dal greco (V. Mazzucch. Scritt. ital. t. 2, par. 4, p. 2171), a’ quali egli si mostrò poscia sempre gratissimo. Ne’ primi anni però ei non fu troppo sollecito di avanzar negli studi. Ma mortogli poscia il padre, e trovandosi assai ristretto di beni di fortuna , si volse a coltivarli con più ardore, e agli studi dell’amena letteratura congiunse quelli della filosofia e della giurisprudenza. Jacopo Caddi fiorentino, di cui abbiamo l’opera De Scriptnnbtis non Fcclesimticis, Graecis, Latinis, Italici*, in due tomi in folio, stampali il primo in Firenze nel i64«f il secondo nell’anno seguente in Lione, che è una delle migliori che in questo secolo si pubblicassero.