Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/111

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO (>35 XXXIII. I n altro nuovo genere di opere con- xwni. cernenti la storia letteraria ebbe cominciamento nel secolo di cui scriviamo, cioè i Giornali G“’r".*1’’** « •.. 1, ’. ,, leruiii. letterali!, ne quali si dà 1 avviso e 1 estratto de’ nuovi libri che vanno uscendo alla luce , opere che quando sieno affidate a persone in ogni genere di erudizione versate, libere dallo spirito di partito, nè facili a soggettarsi alle lusinghe del favore e dell’oro , sono di tal vantaggio alla letteraria repubblica, che poche altre possono loro paragonarsi. L1 Italia non può, a dir vero , arrogarsi il vanto di averne dato alle altre nazioni l’esempio; perciocchè nè la Libreria del Doni, nè certe Gazzette politiche pubblicate fin dal secolo xvi non possono aversi in conto di Giornali. La Francia fu la prima ad averlo; e il Journal des Savans, cominciato nel 1665 da Dionigi de Sallo, continuato poscia dall’abate Gallois e da altri, è veramente il primo Giornale che uscisse alla luce, e a cui questo nome conviene con più rigore che alle Transazioni filosofiche cominciatesi a pubblicare in Londra lo stesso anno 1665. Non fu però lenta l’Italia a imitare sì bell’esempio. L1 abate Francesco* Nazzari bergamasco colla direzione e col consiglio dell’abate Michelangelo Ricci, poi cardinale, cominciò nel 1668 a dare alle stampe in Roma un Giornale, e continuollo felicemente fino al marzo del 1675 , nel qual tempo avendo egli voluto cambiare lo stampatore Tinassi nel libraio Benedetto Carrara, il primo per non perdere l’usato guadagno raccomandossi a monsignor Ciampini, col cui aiuto potè continuare il Giornale fino al