Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/237

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TERZO 7(11 olii delibasi la preferenza. Chi crederemo noi che in tal caso dovesse riportare la palma? 11. Diverso era lo stile della lingua italiana. Cr^lti. Benché nel secolo precedente si fosse cornili-^ cialo a fissarne le leggi, e molti si fossero in-,ut„itu.mlorno a ciò affaticati colle opere loro, non era essa stata ancora ridotta a certi generali principii, nè aveasene ancora una gramatica che si potesse dire distesa con metodo e con esattezza. Ne era riserbata la gloria a Benedetto Buonmattei sacerdote fiorentino, nato nel Dopo più altri scrittori, ci ha date di lui minute ed esatte notizie il co. Mazzucchelli (Scritt, ital. t. 2, par. P- 24o4), le quali però non ei olirono tal varietà di vicende, che possa esser dilettevole il ripeterne o il compendiarne qui il racconto. Così in Firenze, ove visse la maggior parte degli anni suoi, come in Roma e in Padova, ove pure per qualche tempo fece soggiorno, ei si occupò ugualmente negli esercizii proprii di un zelante ecclesiastico e negli studi dell1 amena letteratura, a’ quali la sua inclinazione traevalo. Le più illustri accademie della sua patria, e quelle singolarmente della Crusca e degli Apatisti e la Fiorentina lo ebbero tra’ loro socii, ed ei fu uno de’ più fervidi pr< motori di quelle erudite adunanze, nelle quali fu spesse volte udito recitare lezioni , cicalate, o altri somiglianti discorsi. Molti sono in fatti gli opuscoli di tal natura che se ne hanno alle stampe, e più grande è ancora il numero degl’inediti, o degli smarriti, de’ quali si può vedere il catalogo presso il suddetto scrittore. Ma io dirò solamente de’ suoi due libri della Lingua