Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/236

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


•jGo LIBRO piuttosto bramare di sminuire, che di accrescere il numero de’ libri di questo argomento. Fra tutte le Gramatiche della lingua latina liu allor pubblicate, quella del Gesuita Alvaro fu creduta allor la migliore; ed ella era tal certamente in confronto a quelle del Despauterio e d’altri gramatici più antichi. Io non voglio qui disputare se essa sia veramente degna delf universal favore di cui per lungo tempo ha goduto 5 sì perchè invano mi affaticherei a persuadere chi fosse già imbevuto di opinione contraria alla mia; sì perchè io penso che assai più che la gramatica, qualunque ella sia (purchè i precetti sien giusti), giovi a formare un elegante scrittor latino la viva voce del maestro , e le riflessioni che opportunamente egli faccia sugli antichi autori che spiegansi nelle scuole, e soprattutto una certa maniera d’insinuarsi nell’animo de’ giovinetti, per cui lo studio si faccia lor rimirare come oggetto non già odioso e spiacevole, ma dolce e giocondo, e si avvezzino essi medesimi a legger per tal maniera i modelli del colto stile e della vera eloquenza, che senza quasi avvedersene ne divengano imitatori. Che se pure si voglia che il maggiore o minor profitto de’ giovani debbasi principalmente attribuire alla gramatica, io amerei che invece di disputare qual sia miglior fra le tante che ne ha ora il mondo, ognuno di quelli che ce ne han data alcuna, comparisse pubblicamente in iscena seguito da tutti coloro che colla scorta della sua gramatica son divenuti colti ed eleganti scrittori latini; e che dal loro numero e dal loro valore si decidesse a