Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/235

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fosse per darci una Poetica tutta conforme alla ragione. Ma egli è spesso scrittor sofistico che perdendosi in minutezze, trascura i più nobili pregi della poesia; e la critica ch’ei fa sovente dell’Ariosto e di altri più illustri poeti, il rende degno d’essere annoverato tra quegli scrittori che volendo ristriger l’ingegno fra’ molestissimi ceppi delle gramaticali e pedantesche osservazioni, lor vietano il levarsi in alto, e lo spiegare que’ voli che vaglion ben più che tutte le scolastiche sottigliezze. Il Fioretti sul finir degli anni, lasciati gli studi della poesia, tutto si volse a’ più gravi, e a quello principalmente della religione e della morale, e frutto ne furono le Osservazioni di creanze e gli Esercizii morali, de’ quali pubblicò il primo tomo nel 1633, e due altri lascionne inediti, quando venne a morte in Firenze a’ 30 di giugno del 1642.

Capo V.

Gramatica, Rettorica, Eloquenza.

T. Quanto più ampio argomento di storia ci (.hanno offerto ne’ secoli addietro gli scrittori a„ Uiu.e in di gramatìca e di rettorica, tanto più scarso ° è quello che ci offrono ora, anzi null’altro dir ne possiamo in ciò che appartiene alla lingua latina, se non che non vi ha cosa che meriti di essere rammentata. E veramente erasi già scritto tanto ne’ due secoli addietro intorno al modo di parlare e di scrivere latinamente, e intorno a’ precetti dell’eloquenza, che doveasi