Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/207

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capo xxxi. 195


3. Troverai molti che bramano la contemplazione; ma poi non s’ingegnano d’usar quei mezzi, che ad averla son necessari. Questo è grande impedimento, che noi ci fermiamo nelle immagini, e nelle cose sensibili; e poco è in noi di perfetta mortificazione. Io non so che sia ciò, nè da qual mania siamo agitati, nè che cosa noi pretendiamo, che ci pare aver nome di persone spirituali; e pure sì gran fatica, e tanto maggior sollecitudine adoperiamo per le fuggevoli, terrene cose; ed a quelle che si fanno dentro di noi, rade volte co’ sentimenti del tutto raccolti pensiamo.

4. Oh Dio! subito dopo piccolo raccoglimento, ci dissipiamo: nè bilanciamo le nostre operazioni con distretto giudicio. Dove giaccia l’affetto nostro non badiam punto; nè perchè in noi tutto sia sozzo, non ne sentiamo però dolore. Però che ogni carne avea guasta la propria via, pertanto ne seguitò l’universale diluvio. Essendo dunque l’interior nostro affetto assai guasto, fa pur bisogno, che l’azion susseguente (la quale mostra il difetto dell’interno vigore) sia