Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/130

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— Se ne vedono pochi! esclamò il dottor Valeri. E non sai che il fabbricante ne manda migliaia e migliaia di questo stessissimo modello per tutto il mondo? Già, sono copiati, e male, da un paio d'alari del museo di Cluny, che ricordo benissimo, e che vidi anche incisi in un libro del Lacroix. Figurarsi che gusto, avere un oggetto che conoscevo a memoria prima di possederlo, e che forse m'accadrà d'incontrare domani in dieci case d'amici. Metteva conto di spender cento lire per questo!

— Cento lire! sospirò la signorina. E pensare che c'è tanta gente che muore di freddo, e che con cento lire si potrebbero comperare venti quintali di legna! Pensare che quei poveri naufraghi della Jeannette vanno errando fra le nevi ed i ghiacci della Siberia, senza fuoco e senza pane!

— Ci si trovano per loro volontà, disse la mamma, nè possiamo aiutarli.

— Sì; ma la loro volontà è stata eroica, e quell'eroismo frutta a loro tanti patimenti, i piedi gelati, la tisi, l'oftalmia, forse la morte; e noi perchè siamo indolenti, ci godiamo le poltrone soffici, il fuoco e gli alari.... È la giustizia di questo mondo.

— Fortunatamente queste miserie sono rare, osservò la signora Valeri.

Qui non ne vediamo.

— Ma ne vediamo delle altre non meno strazianti, ribattè la ragazza.

Alla villa dei signori Icchese, che pure sono dei padroni buoni e generosi,