Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/143

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— Io gliel'ho detto alla mia donna, che non istia a far scene: che non va bene. Vuol ammalarsi anche lei?

— E la lasciate laggiù sola, alla Madonna?

Pietro mi guardò, poi si guardarono l'un l'altro, lui, la nonna e la cognata un po' confusi. Non capivano cosa pretendessi.

— Quando tornerà? domandai.

— Ma! disse la nonna. Non l'ha detto. Ha i suoi parenti da quelle parti; forse anderà da loro.

— Ma verrà prima di sera?

— Chissà! rispose il marito. Potrebbe restare a dormire da' suoi.

Erano tutti tranquilli. Nessuno si mostrava afflitto per la bimba morta, nessuno era inquieto per la madre, il cui dolore, in mezzo a quella rozza apatia, pareva un caso patologico, un esaltamento.

Cercavano anzi di scusarla, mi dicevano che era giovane, che era la prima volta che le moriva una creatura, e che era accaduta la disgrazia quando non ci era ancora preparata. E ripetevano come per riabilitarla ai miei occhi:

— Ma fra qualche giorno le passerà, e non ci penserà più.

Ero tormentata dal pensiero di quella donna abbandonata a sè stessa, con quel gran dolore, in un luogo solitario. Pensavo ad alcune mie amiche inconsolabili, che, dopo molti anni, piangono ancora amaramente i figlioletti perduti, e soffrono al vedere un bambino di quell'età.

Pensavo di che compianto, di che doglianze, di