Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/89

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a posto a bocca chiusa, con un rumore d'ossame che dava i brividi. Aveva l'abitudine di star a letto tardi, ed entrando da lei prima del mezzodì, si aveva la mortificazione di sorprenderla colla bocca vuota e nera come una caverna, dalla quale uscivano parole biasciate ed incomprensibili, mentre, sul tavolino da notte, quella mandibola gialla di cadavere, metteva paura. Altre volte il congegno guasto della dentiera troppo aperto, rifiutava di chiudersi; e la signora Giuditta rimaneva colla bocca spalancata, vociando: «Ah! ah!...» e doveva fuggire in camera a togliersi la dentiera per poterla richiudere.

Le trecentosessanta lire della sua pensione non bastavano di certo alla zitellona per provvedersi vitto ed alloggio. Aveva dei mobili, avanzi della passata grandezza, i quali, distribuiti nelle due camere che affittava mobiliate, le costituivano una piccola rendita. Ma guai se una di quelle camere fosse rimasta qualche mese vuota! Sarebbe stato un disastro per la povera donna, che, pagata la pigione del suo quartierino, calcolava su quattrocento lire circa, per vivere tutto l'anno.

Lei abitava un bugigattolo mezzo buio, con una cucinetta buia del tutto, nella quale l'unico fuoco che s'accendeva era la fiammella a spirito della macchina da caffè. Le sole camere chiare erano quelle che affittava.

Malgrado la sua povertà, la signora Giuditta non accettava nessun inquilino ad occhi chiusi. Ne prendeva