Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/90

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


informazioni, poi gli fissava l'ora di ritirarsi la sera, gli proibiva di far chiasso in camera, faceva delle oneste restrizioni sulle persone che poteva ricevere, e lo avvertiva che non gli avrebbe data la chiave del portone. Preferiva affittare alle donne. Vergognosa com'era della sua povertà, viveva affatto da sola, non era neppure desiderata in compagnia di certo, dacchè appunto solitudine e miseria ne avevano fatto un essere lamentevolmente ridicolo. Non vedeva altri che i suoi pigionanti, e su loro faceva pesare tutta la socievolezza del suo carattere, e tutta la sua curiosità di vecchia. Voleva sapere i loro interessi e raccontare i suoi. Per lo più aveva in casa artisti da teatro, scrittori, pittori, poeti, concertisti di passaggio, gente più o meno rinomata. A quei contatti la vanità femminile della vecchia era sempre eccitata; lei pure voleva essere qualche cosa ed avere dei trionfi da narrare. E non potendoli trovare nel presente, li evocava dal passato. Erano sempre lo splendore della sua famiglia, la parentela illustre, e poi la bellezza della sua gioventù. Una volta, alla Scala il vicerè aveva domandato: «Chi è quella bella popola?» Un'altra volta ci doveva essere un concorso a premio per le più belle gambe di Milano; poi era andato a monte, ma se si fosse fatto, il premio sarebbe toccato a lei. Molti scultori e pittori avrebbero voluto averla per modello; soltanto il suo decoro non le aveva permesso di prodigare alle arti i tesori della sua bellezza. E le proposte di matrimonio che aveva