Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/77

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70 il crocifisso

pagato mezzo litro un piatto di maccheroni. Ha soltanto la veste e la camicia: solo d’inverno, anche le calze e le ciabatte a colori. Chi la vuole, s’avvicina, le sorride e la porta con sè. Dice come si chiama, ma il suo nome se lo ricorda lei soltanto; e glielo cambiano sempre.

Quando hanno buttato giù quelle casacce, ella prima ha dormito tra le macerie; vicino al cane che l’impresario tiene lì la notte a catena perchè non vadano a rubare gli usci, le travi, i rottami di ferro, e ogni sorta di avanzi che si cavano dalle case vecchie. Qualcuno, a buio, la vede; la desta e poi la lascia dove l’ha trovata. Passa le giornate dormendo, perchè non si leva mai il sonno.

Si lava alla meglio, anche le gambe e tutta la persona, alle fontanelle; quando è notte. E intanto ora spera, ma non molto, che la prendano a dormire in una di quelle baracche dì legno, coperte con ritagli di latta arrugginita, che sono sul greto del Tevere: tra il Ponte del Risorgimento e il Ponte Milvio.

Di là passano, quando è l’ora dell’uscita, parecchi soldati. Qualche volta, quando sono in due o tre, la picchiano; ma ella, perchè si di-