Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/245

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206 ESCHILO

Amiche, amiche, orsú,
dove spingono i venti
dei lamenti, ora battano
le mani su la fronte
il tonfo del remeggio
che giú per l’Acheronte
sospinge ognor la barca,
che, colma di querele,
con negre vele, scende per il tramite
che Apollo mai non varca,
che il sol mai non illumina,
verso la cieca terra,
che a tutti si disserra.
corifea ii
Ora vedi che al cómpito amaro
s’avvicinano Antigone e Ismene,
al compianto dei loro fratelli.

Entrano Antigone ed Ismene, e li collocano, quella presso il
cadavere di Polinice, questa d’Eteocle.


corifea ii
Ben credo io che dai cuori amorosi,
dai bei petti, un cordoglio sincero,
che s’addica a tal lutto, ora esprimano.
Ma per noi pria convien che s’intoni
la sgradita canzon dell’Erinni,
l’inimico peana d’Averno.