Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/289

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Ora invece, ludibrio dell’aria,
debbo, ahi tristo!, coi miei patimenti
dar gioia ai nemici.
coro
Strofe II
Qual Nume è sí crudel, che di tue pene
possa il cuore allegrar? Chi non partecipa,
tranne Giove, i tuoi strazi?
Giove solo implacabile, con furia
perenne, oppressa tiene
la stirpe degli Urani:
né starà, che il suo cuor prima non sazi,
o alcun non valga l’arduo
poter con qualche frode strappar dalle sue mani.
prometeo
Pur, bisogno di me, ben che stretto
ne l’obbrobrio di dure catene,
il Signore dei Superi avrà,
per conoscer la trama novella
che poter deve togliergli e scettro.
Né potrà con melliflua lusinga
di scongiuri molcirmi; né téma
di minacce saprà sgomentarmi,
che il segreto gli sveli, se innanzi
non mi sciolga dai lacci selvaggi,
non s’induca a pagare la pena
di questa ignominia.