Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/299

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oltre ai presenti, vuoi. Se un mio consiglio
ti piace udir, non calcitrare al pungolo:
vedi che aspro, che assoluto è Giove.
Adesso io vado, e tenterò la prova
se ti posso scampar da queste pene.
Tu rimani tranquillo, e audace troppo
il tuo labbro non sia. Sempre il castigo
s’appiglia a troppo temeraria lingua:
sei tanto sapiente, e questo ignori?
prometeo
Felice te, che la mia doglia ardisci
partecipare, e fuor di colpa resti!
Ma lasciami or, di me cura non darti.
Modo non v’è che tu possa convincermi.
Bada a te stesso, fa’ che il tuo viaggio
non ti debba fruttar qualche cordoglio.
oceano
Molto piú vali a dar consiglio a quanti
ti son vicini, che a te stesso. I fatti,
non le parole, me ne danno prova.
Accinto io sono già: né trattenermi
ti piaccia: io mi lusingo, io mi lusingo
che Giove il dono di mandarti libero
da queste pene a me voglia concedere.