Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/315

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276 ESCHILO
Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I-96.png

TERZO EPISODIO

Una fanciulla di viso bellissimo, ma deturpato da due corna di giovenca, si lancia tra le rupi con folli balzi, e si ferma davanti a Prometeo.


io
Dove son? fra che genti? Costui
che legato ai dirupi vegg’io,
esposto ai rigori del cielo,
chi sarà? Questa pena ferale
per quale misfatto patisce?
Or tu dimmi in che parte del suolo,
o me misera!, errando son giunta.
È assalita da piú fiero delirio.
Ahimè! Ahimè!
Misera me! L’assillo ancor mi punge!
Lo spettro io veggo, ahimè!, d’Argo terrigeno,
del pastor dai mille occhi! O Giove, salvami!
Egli s’avanza! M’affascina l’occhio