Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/339

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
300 ESCHILO

prometeo
Solenne suona, d’alterigia piena,
la tua parola, e quale ben s’addice
a ministro di Numi. Al poter nuovi,
sol da poco regnate: e da cordogli
credete immuni i vostri sogli. Eppure,
non ne vidi io piombar già due tiranni?
Ben presto quei che terzo ora comanda,
piombar vedrò, ben turpemente. Credi
ch’io tema, io tremi di novelli Numi?
Oh!, molto, in tutto, io ne son lungi. E tu
riaffretta la strada onde sei giunto:
ché non saprai di quanto chiedi, nulla.
ermete
Vedi che già con arroganze simili
facesti approdo a tal porto di pene.
prometeo
Tramutar non vorrei le mie sciagure
con la tua servitú, sappilo bene.
ermete
Meglio a questi macigni essere stretto,
che al padre Giove esser fedele araldo?
prometeo
Oltraggiare cosí convien chi oltraggia.