Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/341

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302 ESCHILO

ermete
Ahimè! Questa parola è ignota a Giove.
prometeo
Ma tutto insegna, maturando, il tempo.
ermete
Pure, a far senno ancor non hai tu appreso.
prometeo
Vero è: che a te, che servo sei, favello.
ermete
Nulla dirai di ciò che il padre brama?
prometeo
Giusto: dovrei grazia per grazia rendergli!
ermete
Quasi fossi un fanciullo tu mi beffi!
prometeo
E fanciullo non sei, stolto non sei
piú che fanciullo, se da me t’aspetti