Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/346

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PROMETEO LEGATO 307

strettamente nei lacci insolubili
di sventura sarete impigliate.
prometeo
Ecco i fatti, e non piú le parole.
La terra sussulta,
mugghia l’eco del tuono profonda,
tutte fiamma le spire lampeggiano
delle folgori, a vortici va
roteando la polvere, danzano,
l’un con l’altro azzuffandosi i soffî,
tutti i venti: confusi con l’ètere
si sconvolgono i flutti del mare.
Tanta furia scoscende da Giove
contro me, perché tremi il mio cuore.
Di mia madre o tu fregio, o tu ètere,
tu che a tutti comparti la luce,
l’ingiustizia ch’io soffro mirate!
In mezzo a fulmini e orribili tuoni la montagna scoscende e seppellisce Prometeo.


Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I-77.png