Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/66

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LE SUPPLICI 27

pelago segna l’ultimo confine.
Il mio dominio è tale. E questo piano,
Apio, dai piú remoti evi, fu detto.
Da un medico tal nome ebbe: dal figlio
fatidico d’Apollo, Api, che giunse
da Naüpatto, e questo suol purgò
dagli orribili mostri, onde la terra,
contaminata da sozzure antiche,
madre fu già: dalle mordaci belve
e dall’infesto serpeggiar di draghi.
A tanti mali, pronti e salutiferi
farmachi Api trovò: sí che gli Argivi,
nelle preci, in compenso, ognor l’onorano.
Dell’esser mio notizie avesti: adesso
di’ tu qual’è la tua stirpe; e sii breve:
lunghi discorsi la città non ama.
corifea
Breve sarà la mia risposta, e chiara.
Vantiamo argivo sangue; e siamo stirpe
della giovenca che fu madre ad Èpafo.
Molte prove darò che il vero dico.
pelasgo
Non so credere, udendo, o stranïere,
che d’Argo sia la discendenza vostra.
Somigliate piú presto a donne libiche,
non ad argive: il Nilo educa genti
simili a voi: nei visi alle lor figlie