Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/88

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LE SUPPLICI 49


Antistrofe IV
Beato ei fu lunghi anni. Ed ogni popolo
gridò: questa progenie
che sí vivace alligna,
certo è di Giove. E termine
chi mai porre all’insidia
poteva d’Era, alla follia maligna?
Fu di Giove tale opra. E se tu germi
dici che furon d’Èpafo
queste vergini erranti, il vero affermi.

Strofe V
Quale s’addice piú chiamar dei Superi
a cosí giuste imprese? Il Dio sovrano
che piantò di sua mano
la stirpe nostra, il sommo fabbro, il saggio
di sapïenza antica, il rifugio unico
Giove, che guida ogni mortal viaggio.

Antistrofe V
Di nessuno s’inchina egli al dominio:
non gode ciò che ai piú possenti avanza.
Non deve umile orranza
a chi segga di lui piú alto. Ratto,
come parola espresse ciò che medita
il suo volere, è già compiuto il fatto.


Compiute le evoluzioni danzate, le fanciulle si aggruppano di nuovo intorno all'ara di Diòniso.