Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/93

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54 ESCHILO

720con savî ordinamenti
questa città che Giove prima venera,
che gli ospiti protegge:
Argo ei diriga ognor con savia legge.
E di quanti altri beni il suolo germina
725sia questa terra altrice,
e vegli ai parti delle donne Artèmide,
la Dea saettatrice.

Strofe III
Né contagio mai giunga, Argo a distruggere
con la furia omicida,
730onde si desti il Dèmone
eccitator di pianti,
schivo di danze e canti,
e suonino alte cittadine grida.
Lontana stia dai cittadini l’orrida
735dei morbi infesta schiera;
e benigno si mostri ognora ai giovani
Febo che in Licia impera.

Antistrofe III
E Giove padre, questa terra, fertile
renda cosí, che i frutti
740d’ogni stagion vi crescano,
e che sempre feconde
sian le greggi errabonde;
e largiscano i Numi i beni tutti.