Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/165

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
162 ESCHILO

580che me nutriva, ed un grumo di sangue
mischiò nel latte, ed essa nel terrore
per lo strazio geme’; conviene adesso
che, come un mostro orrendo ella nutrì,
morte abbia dura: e, come il sogno dice,
585io, fatto serpe, morte le darò.

CORIFEA


E cosi sia! Non io cerco altro interprete
del sogno! Il resto ai fidi tuoi chiarisci:
dove non fare, e dove far conviene.

ORESTE


Sarà breve discorso. Elettra in casa
590rientri, e voi tacete i miei disegni,
sicché quei due che con la frode uccisero
l’uomo onorato, per la frode muoiano,
presi nel laccio istesso. E cosi pure
predisse Febo, il Nume ambiguo; e mai
595per l’innanzi non fu falso profeta.
Dunque, in arnese da viaggio, e simile
a stranïero, sosterò con Pilade
presso la porta della reggia: entrambi
parleremo la lingua del Parnasso,
600l’accento imiteremo della Fòcide.
Niun dei custodi ci farà buon viso,
poi che la reggia è asilo ai mali spiriti.
Rimarremo cosí, fin che, qualcuno
giunga presso la reggia, e qui ci scorga,