Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/166

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LE COEFORE 163


605e dica: « Egisto sa che giunto è un ospite,
e lo respinge dalle porte? Come?».
Or, se le soglia della porta io varco,
e sul trono di mio padre lo colgo,
o se, venendo contro me, mi volge
610una parola, o gli occhi su me gitta,
prima che dica: — Donde, ospite, giungi? —
lo colpirò con la veloce spada,
morto lo stenderò. Berrà l’Erinni
da questa terra rossa, un pretto sangue,
615la sua sete di sangue estinguerà!

Ad Elettra.


Or nella casa veglia tu, ché tutto
all’esito concorra. E voi, sappiate
con opportuno labbro, ora tacere,
or favellare, al punto giusto. Il resto
620lo rimetto ad Apollo. Egli m’assista
che m’indusse alla lotta e allo sterminio.

Elettra si allontana a destra, verso la reggia. Oreste e Pilade escono da sinistra. Le ancelle dalla tomba di Agamènnone scendono in orchestra, e circondano l’ara di Diòniso.

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