Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/211

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Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II-59.png

PRIMO EPISODIO


Si spalancano le porte del tempio, e, dinanzi all’ara d’Apollo,

si vede prostrato Oreste, che stringe la spada grondante di
sangue. D’intorno a lui sono le Furie sdraiate e addormentate.

Quasi subito, presso a lui compare Apollo



APOLLO


Io non ti tradirò. Presso o lontano,
t’assisterò sino alla fine, e mite
mai non sarò per gl’inimici tuoi.
Vedi che queste Furie infine ho colte:
giaccion nel sonno le odïose vergini,
le antiche figlie della notte, a cui
non dei Superi alcuno e non degli uomini
né fiera alcuna mescesi. Ministre
qui di ruina vennero: ché pure
sotto la terra, in ruinosa tenebra,
han dimora, nel Tartaro; e degli uomini
le aborrisce la stirpe e degli Olimpî.
Ma pur, tu fuggi, e non fiaccarti: ch’esse