Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) IV.djvu/102

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IFIGENIA IN AULIDE 99

AGAMENNONE
È fallace decoro; e il potere,
sebben dolce, ad averlo t’accora.
Uno sbaglio talor verso i Numi
la tua vita sconvolge; talora
la cruccian gli umori
degli uomini, tristi e discordi.
VECCHIO
Non son queste le cose, Agamènnone,
che ai principi invidio; ed Atrèo
non ti diede la vita perché
tu soltanto godessi; ma devi
provare piaceri e dolori,
ché tu sei mortale;
e, voglia o non voglia, dei Numi
è tale il volere.

Agamennone accende una lampada e si mette a scrivere
su una tavoletta.



Che fai?
Accendi la lampada, e in quella
tavoletta che teco hai recata,
tu scrivi, e lo scritto
cancelli e sigilli, e di nuovo
riapri, ed a terra lo gitti,
e quante stranezze commettono
i folli, commetti.
Che pena t’angustia, che nuova
sciagura, Signore? Su, via,

partecipe fammene, parla.