Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) I.djvu/158

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
203-221 FILOTTETE 131

neottolemo
Io di nulla stupir mi saprei:
ché divina, se pur nulla intendo,
205dei suoi mali è l’origine: Crisa13
la crudele, su lui li scagliò.
E ciò ch’egli or patisce, privato
d’ogni aiuto, non è senza mira
d’alcun Nume, perch’ei non avventi
210sopra Troia le frecce dei Numi
invincibili, prima che il tempo
non sia giunto, in cui quelle dovranno,
com’ è fama, espugnar la città.

Strofe III
coro
Taci, figliuolo!
neottolemo
                               Che c’ è?
coro
                                        La voce sento, la pésta,
215come d’un uomo cui doglia maceri,
da quella parte, non so, da questa.....
Certo, a colpirmi giunge qui, giunge
Il suono, come d’uom che si strascichi
a gran fatica. No, sebben lunge
220suoni la voce sua, non m’inganno:
è questo il gemito d’un grave affanno.