Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) II.djvu/22

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

EDIPO RE 19
Sofocle-9.png



CANTO D’INGRESSO DEL CORO


Ventiquattro vegliardi entrano a lenti passi ritmici, misurati sul canto, e, dopo qualche evoluzione, si collocano intorno all'altare di Diòniso, dove rimangono sino al fine dello spettacolo.


coro


Strofe I
165Dolce parola di Giove, che giungi da Pito opulenta
a Tebe fulgidissima3,
che dici tu? Trema pavida l’anima, balza sgomenta,
Peane, Signore di Delo,
trepida, incerta: qual sorte,
170fra poco, o nel volger degli anni, tu appresti per me?
Tu dimmelo, figlia dell’aurea Speranza, tu Fama perenne.

Antistrofe I
Prima te supplico, Atena, di Giove figliuola immortale,
e tua sorella Artèmide,
che questa terra tutela, che siede su trono di gloria
175nel giro dell’àgora4; e Febo
che lungi saetta: mostratevi!