Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) III.djvu/210

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I SATIRI ALLA CACCIA 207

tanto dal gesto ermetico i satiri saranno indotti alla titubanza, evidentissimamente espressa dai loro gesti, quanto dalla piú energica azione del secondo difensore, che è nientemeno Ercole. L’eroe si precipita contro la selvatica masnada, stringendo con la sinistra l’arco, con la destra la clava. La soluzione non sarà stata neppur qui troppo cruenta. Sappiamo bene quanto fosse il coraggio dei Satiri: e nessun dubbio Fig. 5. - Lamia martirizzata da Satiri.che di fronte all’indiscutibile eroe si saranno condotti con la massima prudenza.

Interessantissima è anche la scena d un vaso a figure nere (Fig. 5). Siamo, a giudicar dalla palma, in paese orientale. Quattro satiri hanno afferrata una vecchia negra, brutta e flaccida, l’hanno legata, mani e piedi, ad un albero, e la torturano. Uno la fustiga, uno le strappa la lingua con le tenaglie, un terzo sta per ghermirle e dilaniarle i seni, e infliggerle con una torcia una piú oscena tortura, un quarto accorre a percuoterla con un pestello gigantesco. A dritta, un ultimo satiro se ne sta tranquillamente appoggiato ad un bastone, e sembra fissi gli occhi verso ipotetici spettatori. Max Mayer, che pub-