Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/161

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doglia 155


Perciò piangete voi, infetti di tanto male! E, se pure pianger non volete sempre, pregovi che in breve di acerbo pianto e folte lagrime vi squagliate, piú tosto che, per cagion della vostra donna, diventiate polve. Perché vi è piú utile, e manco doglia avete di morire di ghiaccio e congelarvi, come molte fère si trovano a tempo di l’aspro verno e coppia di neve e giaccio, perché, cosí morendo, morirete senza alcun dolore; e, morendo del fuoco, morirete con stenta, con tormenti, con incomportabil sete, con infiniti sospiri, con lamentar senza modo e fine, non trovando loco nè possa, mentre che ardendo non sète estinti. Oh fuoco odioso, fuoco pena infernale, fuoco non fuoco, ma vera rabbia del core afflitto e di essa anima meschina! Né perciò vi meravigliate che non vi riduco in memoria ciò che scrisse Ippocrate contra il detto fuoco, ciò che narra Galeno per vencere il suo furore, ciò che ordina Celso per estinguere la sua inestinguibil fiamma, perché non si trova appresso i detti alcun rimedio, che piú tosto non accenda il detto morbo a maggior furore, che lo estingua. Pertanto, o voi amici, fuggete da la donna come dalla peste, perché vi consuma non altrimente che la peste sòl consumarci, contra la quale non giova essere crudele, non forte, non potente, non destro, non fortunato, non da molti amato, non essere bello, nè litterato. Perciò giudico che la crudeltá di Damasippo, il quale occideva gli uomini come fosseno vittime di sacrificio, fosse manco acerba di questo fuoco. Né Ptolemeo Fisico, re di Egitto, con sua crudeltá puotè essere uguale, non che superiore, al detto fuoco, benché tagliasse in pezzi il proprio figlio, del quale mandò alla sua madre li piedi e le mani, col capo, tagliati e posti in nella sporta, in dono de la sua nativitá. Donque non giova ad alcuno essere de l’animo di Erode, il quale fece morire tanti migliaia di fanciulli, per offendere insieme il nostro Salvatore, perché il fuoco di una malvagia supera la bestialitá di costoro e di piú crudeli o bestiali. Sí che, se non volete essere consumati pria che per natura devete morire, fuggirete questo contrario de natura umana, sí che farete cosa grata a voi, alli parenti e vostri amici, e finalmente, morendo e vivendo secondo la legge, vi mostrarete essere