Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/243

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libro primo 237


credo, di zaffiro, poiché tutti i ritratti, che mi sono venuti agli occhi, dalle parti della Magna recati, hanno sí fatti lumi in sè dipinti. Di questi occhi ne veggio fatta menzione dal Petrarca in quella canzone «Tacer non posso». Ma stia ognuno nel suo parere; a me piacciono gli occhi neri. — Ahi! — diss’io allora rivolto al signor Ladislao — come potrá mai la mia dolcissima Toronda, perfettissima opera di natura, in questi occhi neri, avendogli ella zaffirini, assomigliarsi alla donna? Ma, consolato per essere ancora questi begli occhi e famosi assai, come pur conferma nella sua Lettura il Ruscelli, terrò che dalla bellezza e perfezzione di lei prendano denominazione di bellissimi e perfettissimi non men questi che gli altri da voi descritti. — E cosí il signor Vinciguerra riprese il parlar suo. — Vorrei poscia — soggiunse — che fossero non vaghi, no, ma parchi a muovere e pietosi a riguardare. Il che in quei d’Alcina ci dipinge l’Ariosto, ed in vero pur troppo bene, perché un occhio (nel quale suole abitar l’animo e vedersi chiaro), s’egli è incostante e mobile, scuopre poco cervello, come allo ’ncontro molto, quando però alle volte si gira e ruota dolcemente intorno, e con quella pietá che si conviene alle belle vergini, alle quali, se bella faccia ed il tutto bello ha conceduto la natura, non però vuole ch’elleno abbiano petto ferrigno e cuore di diamante verso coloro, i quali l’hanno, invece di sole, alla lor vita dolcissimo e chiarissimo. — Queste ultime parole del signor Vinciguerra giudicammo noi tutti essere state da lui dette in dimostrazione della fierezza, che a voi, monsignore, avesse usato o usasse la vostra bella ed amorosa Picezza. E tanto piú venimmo in questa opinione prestamente, che sapevamo lui essere vostro difensore in tener ch’ella fosse la piú bella donna delle nostre, e non avere poi il medesimo bella innamorata. Ma egli negò questo, con dire che, dove procurava di mostrare prima e maggiore bellezza, che non è nelle nostre, esser e ritrovarsi nella vostra diva, e che in bella donna non dee crudeltá annidarsi, egli farebbe contro sè accennando questo, e torrebbe alla donna vostra alquanto del suo bello. Infine poi disse che ciò ch’egli avea detto allora che fu interrotto, aveva detto per tassare il vizio delle