Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/83

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angoscia 77

nè luna nè stelle si vedeno; di sorte non credo giamai che a l’inferno sia piú scuro il tempo, nè si senta piú amaro gusto, che ha il detto fumo. Perciò dico che, essendo in donna tutte queste proprietá, gli è da credere che la donna sia fumo. E ciò vi acerta Lavinia, che fu cagion di guerra fra Turno e quel pio troiano; ciò Tullia vi mostra, col suo animo perverso, quando fece occidere il suo marito da Tarquin superbo. E la beltá di quella che fu cagion di gran lite fra Aristide e Temistocle, perochè da tutti dua era amata, vi dá a conoscere che Socrate saviamente disse donna essere fumo, perchè ella è amara, scura e nera, fa lagrimare quando a lei piace, e, conoscendo da l’uomo essere amata, il conduce in piú tenebrosa prigione delle tartaree ombre. Perciò dico che la donna è quella femina che fè non ha, come quella che ha rotto il laccio virginale che piú non è donzella. Imperò non senza cagione gli è negato per natura di orare publicamente, gli è vetato di toccare i vasi sacri, nè ha un punto di autoritá di vestire le vergine di sacro ordine, nè ancora gli è licito di spogliare una sacrata, nè iudicio di donna è di valore fra litigiosi, nè gli è accettata per procuratore in iudicio. Dunque dico donna essere simile a quel animale che immita tutti li gesti umani, volendo mostrare essere sí perfetta come è l’uomo, perciò non essendo altro che simia.

«Ombra vana» è detta la donna, perchè in sè non ha alcuna fermezza, anzi è essa vanitá del mondo. Perciò donna vana ha seco il vizio capitale, perchè il suo animo se muove indiscretamente, come si mosse Ottavia, sorella di Augusto, per essere cagione della dissension civile, overo come Cleopatra fu causa di gran guerra fra Ptolomeo e suo padre. Clitemnestra ancora, per essere vana, amazò il suo marito Agamennone, doppo il suo ritorno dalla espedizione di Troia, e ciò per amore di Egisto, col quale puttanegiava. Ma che dirò della vanitá delle altre? Per certo son sforzato de dire quello che si legge di Telesina, la quale, essendo sommamente vana, era dimandata la «dissoluta», e per vigore della legge era adultera e ciò per aversi gionto al decimo marito. Pertanto non trovo donna a cui non convenga l’«ombra vana»; ed è la incertezza, perchè nisuna cosa è piú incerta de