Pagina:Trattato de' governi.djvu/145

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lasciassino Ercole, perchè ei non voleva, insieme con esso loro guidare la nave chiamata Argo per nome; parendogli avanzare d’assai gli altri compagni. Laonde non si debbe stimare, che con ragione abbino biasimato quei, che riprendono assolutamente la tirannide e il consiglio di Periandro dato a Trasibulo. Perchè e’ si dice, che Periandro non rispose cosa alcuna a uno imbasciadore mandatogli a domandare consiglio, ma che ei mandò bene a terra con una bacchetta tutte le spighe, che erano supereminenti, e ridussele tutte al pari: onde senza che l’imbasciadore intendesse la cagione del fatto per la risposta datane a Trasibulo, avere lui conosciuto, che e’ bisognava tor via tutti quei cittadini, che erano troppo grandi.

Che un tale precetto invero non pure è buono ai tiranni, e non pure d’esso si servono li tiranni, ma parimente serve agli stati dei pochi potenti ed ai popolari. Imperocchè l’ostracismo contiene in sè la medesima virtù in certo modo, vietando ai cittadini la troppa grandezza col fargli ribelli. Questo medesimo è osservato nelle città e nelle province da chi le vuol tenere sotto per forza; siccome fanno gli Ateniesi de’ Samî, degli Sciotti e dei Lesbî; perchè tosto che e’ se ne furono insignoriti, e’ gli ridussono contra li patti in bassa condizione. E il re dei Persi fece il medesimo a’ Medi, e alli babilonici popoli; ed agli altri, che avevono in quelle provincie grandezza per avervi qualche volta signoreggiato, molte volte riducendoli al basso.

E questo è precetto generale in tutti gli altri stati, io dico ne’ buoni ancora; perchè li cattivi fan questo riguardando al comodo proprio; che e’ si può usare simile termine in quegli, che hanno per fine il bene publico. Questo, che io dico, ci si manifesta medesimamente per via dell’altre scienze ed arti; perchè il dipintore non patirebbe