Pagina:Trattato de' governi.djvu/147

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E dopo i detti ragionamenti è forse bene di trapassare più innanzi, e di fare considerazione del regno; chè questo si dice essere uno dei tre buoni Stati. E la prima considerazione intorno a ciò è di vedere, se egli è utile il vivere sotto la regia podestà alle città, e alle provincie, o no; o se altro modo da essere governati è migliore: o s’ella è buona a certi sì, e a certi no. Ma diciamo imprima s’egli è una sola specie di regno, o s’egli ha più differenze.

E questo si può facilmente conoscere, cioè che e’ se ne dà di più sorti, e che ’l modo di tale imperio non è il medesimo in tutti. Imperocchè nella Republica di Sparta pare, che vi sia une sorte di regno regolata dalle leggi grandemente; la quale non ha autorità d’ogni cosa: ma quando ella esce fuori, allora il re è capitano delle cose appartenenti alla guerra. Oltra di questo è concesso a tai re le cose appartenenti agli Dii. Questa adunche specie di regno è come una commesseria negli eserciti dati agli imperatori; ed è a vita, perchè e’ non può condannare alla morte, se non quando egli è in qualche parte del reale imperio. Com’è verbigrazia mentre che egli sta fuori alla guerra, la legge gli dà questa autorità, la quale era ancora data anticamente a quei re. Il che ci dimostra Omero, perchè a Agamennone era detto villania nelle concioni; ma quando egli usciva più fuora in campo, egli era signore di fargli morire: perchè e’ dice minacciando.