Pagina:Trattato de' governi.djvu/185

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gli abbia insegnato parte delle cose da usarsi la necessità, e parte di quelle, che fanno per ornamento, e pel ben essere è ragionevole che abbino preso dopo queste augumento. Onde il medesimo si debbe stimare, che sia intervenuto intorno agli stati.

E che tali ordini sieno antichi, ne fanno indizio gli uomini egiziaci, i quali pare che sieno antichissimi, e hanno contuttociò avuto leggi e ordini civili. E però parte di tali debbono essere usati a sufficienza, e parte che sono stati lasciati indietro è da ingegnarsi di ritrovargli.

Che il paese adunche debba essere di chi ha in mano l’arme, e di chi è cittadino, è stato detto innanzi, e ancora s’e detta la cagione, perchè li contadini debbino essere diversi dai cittadini, e quanto grande debba essere la provincia e di che natura. Ma ora vo’ io dire delle divisioni d’essa; e che, e quali debbino essere li cittadini; perchè noi non teniamo per bene, che le possessioni sieno comuni, siccome certi hanno detto: ma bene vogliamo, che elle diventin comuni mediante l’uso amicabile, e che nessuno cittadino per tale verso manchi del vitto. Quanto all’ordine del ritrovarsi insieme a mangiare pare a ogni uomo, che ei debba essere nelle bene ordinate republiche. E la cagione, perchè e’ paia ancora a noi, dirò io più di sotto. Ma e’ si debbe fare, che tutti li cittadini ne partecipino; e ciò non può essere, se li poveri hanno a trarre delle facultà propie quello, che è lor comandato, che ei portino; e oltra questo se egli hanno a somministrare alla propria famiglia.

Più oltre le spese, che si fanno per il culto divino, debbono essere fatte per tutta la città comunemente. E però è di necessità di dividere tutta la provincia in due parti, e una parte assegnarne al publico, e l’altro al privato. E di nuovo ridividere ciascuna di queste in due, e una parte della comune assegnarne