Pagina:Trattato de' governi.djvu/214

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E altrove dice Ulisse:

La musica è da virtuosi spasso,
Quando la lieta gente a mensa stando
Ode il cantor, che l’addolcisca il petto.

È chiaro pertanto che e’ si dà una disciplina da insegnarsi ai figliuoli non come necessaria, ma come liberale, e onesta. Ma s’ella è una sola a novero, o più, e quali elle sieno, e in che modo elle si faccino, dirò io di loro più disotto; e al presente mi basti avere principiato di dire, che col testimonio degli antichi e’ si dà alcune instituzioni da giovani, che sono liberali, e che la musica una tal cosa ci fa manifesto. Ancora infra le discipline utili si debbe in certe instruirvi i fanciugli, non solamente per fine dello utile (siccome è la grammatica) ma ancora per fine, che elle ci sieno mezzo di pervenire ad altre scienze.

Ed il simile affermo io della dipintura, ma cioè, ch’ella si vada imparando non solamente, perchè noi non siamo ingannati nel comperare, e nel vendere le masserizie, anzi molto più per cagione, che ella ci fa atti a potere bene contemplar la bellezza dei corpi. Che il ricercare nel vero l’utilità in ogni cosa non si confà agli uomini, generosi, nè ai liberi.

Ma essendosi manifesto se i fanciugli si debbono piuttosto instruire per via dei costumi, o per via della ragione, o se prima intorno alla persona che intorno alla mente, però dalle cose dette è ancora manifesto, che e’ si debbono instruire nell’arte ginnastica, e nelle lettere. Perchè l’una di queste ci fa buono l’abito del corpo e l’altra ci fa buone leoperazioni.