Pagina:Trattato de' governi.djvu/248

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro sesto – cap. viii. 229

CAPITOLO VIII


divisione degli stati secondo platone, e degli ottimati


Due modi di governi ci sono ancora fuori del popolare e di quello dei pochi potenti, dei quali l’uno da ogni uomo è confessato per diverso da questi ed è messo per uno dei quattro modi di governi. I quali quattro modi si dicono essere questi, cioè monarchia, stato di pochi potenti, stato popolare; e il quarto, che è questo ch’io dico, è chiamato stato ottimate: e il quinto è quello, che si dice col nome comune di tutti gli stati, ed è chiamato republica. Ma perchè ella si fa di rado, però chi mette le specie dei governi non si ricorda di metterla, e racconta solamente le quattro specie dette, siccome fe’ Platone nelle sue Republiche.

Lo stato ottimate adunche è rettamente chiamato quello, del quale ho io parlato nei primi discorsi, perchè e’ merita d’essere chiamato tale quello stato solo, il quale è composto di cittadini ottimi per virtù assolutamente, e non quello che è composto d’uomini buoni per qualche supposizione. E in tele stato è veramente il medesimo l’uomo buono, e il cittadino buono; chè gli cittadini, che negli altri stati sono buoni, sono buoni a quello stato. Contuttociò alcuni stati si trovano, i quali hanno differenza con lo stato dei pochi potenti, e chiamansi stati ottimati, e ancora l’hanno con lo stato che è detto republica. E tale stato si fa, dove li magistrati si danno non tanto col rispetto della ricchezza, quanto con quello della virtù.

E chiamasi tale stato ottimate, ed è da amendue li detti differente. Conciossiachè ancora in questi stati,